Metronapoli.it

FacebookYoutubeRSSTwitter

E-Magazine & Web TV della Citta' Metropolitana di Napoli - Registrazione al Tribunale di Napoli 5113/2000

Apre il Parco Archeologico Naturalistico di Longola, un viaggio nella storia lungo 3.500 anni

10/2/2018 - Questa mattina ha aperto le sue porte il Parco Archeologico sorto sull’area in cui nel 2000 fu rinvenuto il villaggio perifluviale di Longola, definito dagli studiosi “la Venezia della protostoria”. È stato ricostruito uno spaccato del villaggio protostorico, con la riproduzione di due capanne poste su un isolotto delimitato e isolato dall’acqua mediante palizzate; sono state inoltre realizzate strutture a supporto quali aree per laboratori, birdwatching, orti e serre didattiche, oltre alla passeggiata lungo il fiume Sarno, aree giochi e pic-nic.

Un viaggio nella storia. Un viaggio lungo 3.500 anni. È quello che si potrà compiere varcando la soglia del Parco Archeologico Naturalistico di Longola che oggi si inaugura e che è stato realizzato nell’area - ricadente nel Comune di Poggiomarino – in cui sorgeva l’insediamento protostorico, articolato su isolotti artificiali e frequentato dall’età del Bronzo (XV sec. a.C.) fino al VI sec. a. C.

A tagliare il nastro della struttura, questa mattina, il Sindaco del Comune di Poggiomarino, Leo Annunziata, la Consigliera Delegata ai Siti UNESCO della Città Metropolitana di Napoli, Elena Coccia, l’Assessore alla Formazione della Regione Campania, Chiara Marciani, e il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, prof. Massimo Osanna.

Presenti alla cerimonia i Sindaci dei Comuni limitrofi, esperti e tecnici che hanno condotto la campagna di scavo sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica di Pompei (oggi Parco Archeologico di Pompei), Consiglieri regionali e metropolitani, Deputati e Senatori della Repubblica.

Il Parco

Realizzato dal Comune di Poggiomarino sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei in virtù di un finanziamento di due milioni e mezzo di euro erogato dalla Regione Campania, e di recente manutenuto grazie ad un intervento della Città Metropolitana, in un proficuo esempio di sinergia istituzionale, il Parco consente ai visitatori di immergersi in uno spaccato della vita del Villaggio di più di tremila anni fa, di camminare ‘nella storia’ e ‘sulla storia’. Una parte dell’insediamento protostorico è stata infatti ricostruita fedelmente in un’area poco distante da quella interessata dai saggi archeologici (ora reinterrati), che hanno restituito oltre un milione di reperti, fra cui le tre eccezionali imbarcazioni monossili, e che hanno consentito di definire la morfologia dell’abitato protostorico, esteso presumibilmente per 7 ettari, anche oltre l’attuale corso del Sarno.

Gli isolotti e le capanne

È stato riprodotto sia uno degli isolotti a destinazione abitativa, delimitato da palizzate, che costituivano parte del complesso sistema di tecniche messe in opera per regimentare le acque del contiguo fiume Sarno e guadagnare spazio all’asciutto, sia un’area a vocazione artigianale. Sull’isolotto ad uso residenziale sono state ricostruite due capanne absidate in scala reale, mentre altre tre capanne sono state delineate e completate planimetricamente mediante la messa in opera di un filare di pietre calcaree. Le capanne di Longola, realizzate in materiale deperibile, erano di in genere di forma rettangolare o absidata, presentavano tetto a doppio spiovente con ingresso sul lato lungo o breve, e uno spazio interno diviso in due navate o in più vani; un focolare era posto solitamente al centro dell’ambiente principale. Le capanne di Longola, così ricostruite, presentano un’architettura piuttosto complessa, sono dotate di circa 45 pali strutturali, con un diametro compreso tra 23 e 15 cm, che raggiungono, nella maggioranza dei casi, una profondità di infissione di circa 1,80 m. La struttura portante delle pareti intrecciate di tompagno è realizzata con 360 paletti di circa 5 cm di diametro, attorno ai quali si intrecciano una notevole quantità di polloni e virgulti. 

Le altre strutture

Il Parco, che si estende per complessivi 40mila mq, si articola inoltre in una serie di strutture, fra cui un infopoint, una struttura dedicata al birdwatching e altri edifici e aree all’aperto che ospiteranno attività didattiche e laboratori. Previsto anche un percorso olfattivo e cromatico, con la realizzazione di una serra e di orti didattici. La struttura ingloba poi la passeggiata naturalistica lungo il fiume Sarno, realizzata in precedenza, cui sono state aggiunte ora un’area pic-nic e un’area giochi per i più piccoli. Del resto, da quando è stato istituito il Parco, nell’area si assiste ad un ripopolamento della flora e della fauna, con avvistamenti di aironi e cicogne, che scelgono questo habitat per nidificare.  

La gestione

Obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di - con la collaborazione delle tante associazioni cittadine che hanno manifestato la loro disponibilità - rendere fruibile il Parco alle scolaresche, alle famiglie, agli attori del turismo culturale attraverso visite guidate, passeggiate archeologiche, laboratori, mostre, anche mediante la costituzione e la formazione di un gruppo di archeologi in grado di illustrare le caratteristiche del Villaggio e lo svolgimento della vita economico-sociale dello stesso.

Le Istituzioni

“Oggi è un giorno importante – ha affermato il Sindaco Leo Annunziata – perché finalmente vede la luce un progetto per il quale ci battiamo da 18 anni. Voglio innanzitutto ringraziare le Istituzioni che ci sono state vicine, i Sindaci che mi hanno preceduto, le associazioni che stanno esprimendo massima disponibilità, ma soprattutto l’intera comunità poggiomarinese che ha dimostrato in questi anni di battaglie grande attaccamento al territorio e grande senso di appartenenza. Longola rappresenta un tassello fondamentale per la ricostruzione delle nostre origini, è un ritrovamento di importanza mondiale per la comunità scientifica ma deve da oggi rappresentare anche un volano per lo sviluppo economico di tutta l’area, collegandosi ai circuiti turistici e culturali esistenti e articolandone di nuovi”.

“La Città Metropolitana – ha sottolineato la Consigliera Delegata del Sindaco Metropolitano, Elena Coccia, che nel corso dell’inaugurazione ha anche presentato un volume sul tema – ha già inserito il Parco di Longola negli itinerari che ha sviluppato a partire dai siti UNESCO, e lo ha già presentato lo scorso settembre a Siena, al WTU, il Salone mondiale dell’UNESCO, dove Longola ha riscosso un notevolissimo successo ed è stata assoluta protagonista. È necessario, ora, che continui questa attività di valorizzazione della rete delle eccellenze metropolitane, in questo caso creando un collegamento fra Longola, Pompei e il territorio della valle del Sarno, le cui vicende storiche sono strettamente intrecciate. 

“La scoperta e lo studio del sito di Longola hanno infatti arricchito il quadro delle conoscenze per la Campania protostorica – ha dichiarato il Direttore Osanna - colmando un’importante lacuna riguardante il popolamento della valle del Sarno finora documentata per lo più  da contesti funerari. Si tratta di un giacimento archeologico fondamentale per la ricostruzione delle dinamiche insediative nelle fasi che hanno preceduto la nascita di Pompei. Oggi finalmente aprire alla fruizione il Parco Archeologico e naturalistico di Longola, grazie alla collaborazione con il Comune di Poggiomarino, rappresenta un’occasione per diffondere la conoscenza di questo altro pezzo di storia”.

La giornata

Il programma della giornata ha previsto anche laboratori didattici di tessitura antica tenuti dal Gruppo Archeologico ‘Terramare 3000’, mostre (una, dal titolo “Sarrasti… Poggiomarino”, allestita nella Serra didattica dall’Associazione ‘G.A.P.’, e un’altra, “Antichi mestieri”, dislocata lungo la passeggiata fluviale dall’Associazione ‘I Carri d’Epoca’), momenti musicali a cura dell’Associazione ‘Musikarte’, visite guidate a cura dei progettisti. Le attività proseguiranno anche nella giornata di domani, domenica 11, dalle ore 10 alle ore 17.

L’INSEDIAMENTO DI POGGIOMARINO - LONGOLA

“LA VENEZIA DELLA PROTOSTORIA”

Sezione a cura del Parco Archeologico di Pompei

LA SCOPERTA

Il sito protostorico in località Longola di Poggiomarino fu scoperto casualmente nel 2000 durante i lavori per la realizzazione dell’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. Lo scavo condotto dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei (oggi Parco Archeologico di Pompei), in seguito alla sospensione del progetto del depuratore, ha consentito la messa in luce di un insediamento perifluviale frequentato a lungo, a partire dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C., e unico nel suo genere in Italia meridionale. 

 

L’ABITATO SU ISOLOTTI ARTIFICIALI

 

L’abitato, al centro della valle del Sarno, godeva di una posizione strategica e ben collegata sia con i comprensori limitrofi sia con la costa e sorgeva in ambiente umido, su isolotti artificiali circondati da un sistema di canali di varie dimensioni che permettevano gli spostamenti interni e verso l’esterno.

 

LE CAPANNE

 

Le abitazioni erano costituite da capanne in materiale deperibile, diverse per orientamento, forma (rettangolare o absidata) e per articolazione degli spazi interni. Tutte le fasi di vita del villaggio mostrano come lo spazio abitativo sia stato costantemente riorganizzato per adattarsi ai continui mutamenti geomorfologici dell’area e per sottrarre gradualmente spazio all’acqua mediante operazioni di bonifica, di regimentazione delle acque superficiali in canali secondari e tramite innalzamenti periodici dei piani di calpestio al fine di creare livelli più compatti e resistenti.

 

IL QUARTIERE ARTIGIANALE 

 

Durante il periodo Orientalizzante, e forse anche prima, un’area dell’insediamento si contraddistingue come quartiere artigianale, con la presenza di strutture e artigiani impegnati nella realizzazione di manufatti di uso quotidiano e in lavorazioni specializzate come quella dell’ambra e del bronzo. Il rinvenimento di un bacino idrico con strutture di ormeggio, una sorta di darsena, e i resti delle tre imbarcazioni monossili confermano l’eccezionalità di Longola e il suo coinvolgimento nella rete di scambio che si snoda lungo la valle del Sarno fra Età del Bronzo ed Età del Ferro.  

 

L’ACQUA E LA STRAORDINARIA CONSERVAZIONE DEI REPERTI

 

L’elemento acquatico, che ha caratterizzato la vita del villaggio in tutte le sue fasi di frequentazione, ha consentito anche la straordinaria conservazione, in ambiente anaerobico, di materiali deperibili pertinenti alle abitazioni e alle infrastrutture, che hanno costituito un eccezionale dossier per indagini pluridisciplinari, da quelle dendrocronologiche a quelle archeobotaniche e archeozoologiche.