Metronapoli.it

FacebookYoutubeRSSTwitter

E-Magazine & Web TV della Citta' Metropolitana di Napoli - Registrazione al Tribunale di Napoli 5113/2000

Napoli, il centro di accoglienza di via de Blasiis si rinnova: arriva la lavanderia sociale

23/6/2020 - Il Centro Comunale di Prima Accoglienza per persone senza fissa dimora, situato in via de Blasiis, si rinnova.

Il Centro Comunale di Prima Accoglienza per persone senza fissa dimora, situato in via de Blasiis, si rinnova: “Sono arrivate in questi giorni – dichiara l'Assessore alle Politiche Sociali Monica Buonanno – otto lavatrici industriali, acquistate con le risorse del Pon Metro 2014-2020. In questo modo, possiamo ampliare e rinnovare l'offerta dei servizi rivolti ai cittadini più fragili: con gli ultimi lavori di rinnovamento, abbiamo realizzato nella struttura un locale adibito a lavanderia sociale, con spazi appropriati e adeguati alla normativa vigente in misura di prevenzione dal virus covid 19”. “Il Centro di Accoglienza, che dopo 25 anni è stato trasformato in residenziale per circa 60 persone, assicura interventi di primo contatto e percorsi di reinserimento sociale. Insieme al Drop In – Spazio Docce e Lavanderia di via Tanucci stiamo lavorando per rendere più agevole la città anche per chi vive per strada: vogliamo mettere a disposizione spazi dedicati alla cura di sé, della propria igiene personale, del proprio aspetto, come primo passo per intraprendere percorsi di reinserimento sociale. E su questa direzione – continua l'Assessore – presto verrà per indetta la gara rivolta al progetto “Percorsi di Autonomia Guidata Adulti in Difficoltà”, anch’esso finanziato con risorse del PON METRO 2014-2020”. “I percorsi che stiamo ponendo in essere, con notevole sforzo ed impegno, sono mirati alla creazione di nuove opportunità per chi, per i più svariati motivi, è finito ai margini della società, ed è la dimostrazione che non vogliamo lasciare nessuno indietro. Iniziative come questa vanno proprio in questa direzione: formazione di competenze, inserimento sociale, recupero del proprio io e - dove persa - dell'autostima. Lo facciamo - conclude la Buonanno - creando un vero e proprio contesto 'lavorativo', per un periodo limitato, in cui i cittadini con fragilità sono accompagnati in un percorso comunque autonomo da equipe con specifiche competenze educative”.