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#RiforestiamoilGigante: lecci e roverelle piantate sul Vesuvio

15/1/2021 - Greenpeace, Retake Napoli e Associazione Primaurora sono intervenute nella zona dei Conetti Vulcanici, una delle parti interessate dal Grande Incendio del 2017. L'iniziativa fa parte del progetto promosso con molte altre associazioni e comitati territoriali

Greenpeace, Retake Napoli e Associazione Primaurora sono intervenute nella zona dei Conetti Vulcanici, una delle parti interessate dal Grande Incendio del 2017. L'iniziativa fa parte del progetto promosso con molte altre associazioni e comitati territoriali

"Lunedì scorso - racconta Greenpeace in una nota - abbiamo piantato 9 lecci sul Vesuvio, nell’ambito del progetto #RiforestiamoilGigante, progetto promosso da Associazione Primaurora di Torre del Greco, insieme ad altre 33 associazioni e comitati. La zona in cui siamo intervenuti é quella dei Conetti Vulcanici, una delle parti interessate dal Grande Incendio del 2017.

Insieme a noi, Retake Napoli e Associazione Primaurora, hanno piantumato lunedì: A.S.O.I.M., Associazione Asklepios, Scout AGESCI Portici e Associazione Grande Onda".

Il progetto “Riforesti-Amo il Gigante” ha lo scopo di naturalizzare le aree incendiate, mediante interventi di ripristino autorizzati dagli enti competenti, che prevedono anche la messa a dimora di nuovi nuclei di alberi di specie autoctona, favorendo il ritorno del bosco e riportando così la vita dove le devastanti fiamme del 2017 avevano lasciato morte e distruzione. Tuttavia, il fine ultimo dell’iniziativa non è solo piantare alberi, ma anche ripristinare habitat. É un progetto a crescita indeterminata che non finirà con le prime azioni, ma si svilupperà ed espanderà ulteriormente nei mesi e negli anni successivi, rappresentando, dunque, anche una grande opera di sensibilizzazione ed educazione della cittadinanza, il cui riavvicinamento alla propria montagna ed alla Natura é fondamentale per la tutela dell'area protetta e la rinascita delle coscienze ambientali dormienti.
Nel corso dell’attività, lungo il percorso di accesso all’area, sono stati raccolti dai volontari diversi rifiuti plastici e non, abbandonati illegalmente.