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Vino, venerdì ad Ottaviano la sfida per il miglior Lacryma Christi dell’anno

16/12/2015 - Saranno nove i produttori a contendersi il marchio “Casavesuvio Oro 2015” come miglior Lacryma Christi dell’anno, e saranno scelti non da una giuria di esperti sommelier, ma dai cd. “consumatori medi”, ovvero da coloro i quali - scelti a campione in base all’età, sesso, provenienza geografica, professione, etc. tra coloro che parteciperanno – vanno in enoteca, al supermercato o in cantina e comprano vino. È arrivata, infatti, alla seconda e ultima tappa la Prima Edizione del Lacryma Christi Tasting Contest: venerdì prossimo, 18 dicembre, nella splendida cornice del Castello Mediceo di Ottaviano, dalle ore 18 e 30, calici in alto.

Saranno nove i produttori a contendersi il marchio “Casavesuvio Oro 2015” come miglior Lacryma Christi dell’anno, e saranno scelti non da una giuria di esperti sommelier, ma dai cd. “consumatori medi”, ovvero da coloro i quali - scelti a campione in base all’età, sesso, provenienza geografica, professione, etc. tra coloro che parteciperanno – vanno in enoteca, al supermercato o in cantina e comprano vino.  

È arrivata, infatti, alla seconda e ultima tappa la Prima Edizione del Lacryma Christi Tasting Contest: venerdì prossimo, 18 dicembre, nella splendida cornice del Castello Mediceo di Ottaviano, alle ore 18 e 30 sarà la volta dei bianchi, mentre alle 20 e 30 prenderà il via la sfida dei rossi. I giurati avranno in mano, oltre al bicchiere, una scheda tecnica del vino e dell’azienda produttrice. E, soprattutto - a differenza di quanto accade solitamente con le valutazioni dei sommelier - dovranno esprimersi anche sul rapporto qualità/prezzo. I punteggi ottenuti da ciascun vino saranno indicati su una “scheda di apprezzamento” e saranno sommati a quelli ottenuti nella prima tappa, che si è svolta a Cercola il 10 dicembre. Chi si aggiudicherà il primato? 

La manifestazione, organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Casavesuvio con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, del Parco Nazionale del Vesuvio, della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, di Legambiente e di Federconsumatori Campania, ha lo scopo principale di promuovere un prodotto di eccellenza del territorio – Lacryma Christi del Vesuvio sarebbe il nome di vino più conosciuto al mondo - e di mettere in contatto i consumatori con i prodotti e i produttori senza la mediazione di “esperti”. 

“Dopo anni in cui l’immagine del Vesuvio nel mondo è stata purtroppo quella di un’enorme discarica – ha affermato il Vice Sindaco della Città Metropolitana, Elena Coccia – è arrivato il momento di rialzare la testa, di far conoscere a tutti, a cominciare dai residenti fino ai turisti internazionali che finalmente stanno dimostrando di riapprezzare il nostro territorio, la qualità e l’eccellenza dei nostri prodotti. Ed è per questo che abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa, perché siamo convinti che occorra prendere coscienza delle nostre potenzialità e valorizzarle affinchè possano diventare volano di sviluppo per l’intera area metropolitana”.

“Voglio ringraziare il Parco Nazionale del Vesuvio – ha invece sottolineato il Consigliere delegato all’Agricoltura della Città Metropolitana, Paolo Avitabile - per il supporto offerto a questa iniziativa, che insieme ad altre stiamo mettendo in campo per tutelare l’ambiente nell’intera area metropolitana. È necessario sostenere tutte le attività inerenti l’agricoltura perché essa costituisce il primo presidio per la salvaguardia dell’ecosistema e per la prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico purtroppo piuttosto frequenti sul nostro territorio”. 

“La nostra Associazione – ha aggiunto il Presidente di Casavesuvio, Domenico De Falco – si propone di recuperare il brand Vesuvio attraverso una serie di iniziative volte alla promozione delle produzioni locali quali il vino, le albicocche, i pomodorini, il miele, lo stoccafisso ed il baccalà, specie, come in questo caso, quando realizzate da piccole imprese, e di creare un marchio ‘partecipato’, ovvero un riconoscimento attribuito dai consumatori sulla base del rispetto di elevati standard produttivi e dei loro gusti”.

“Per quel che riguarda il Contest – ha concluso De Falco – ci proponiamo nel prossimo anno di portarlo in tutta la Campania e nei grandi Saloni del Gusto e, perché no, di estendere il format anche agli altri prodotti”.

Calici in alto dunque, venerdì ad Ottaviano. La manifestazione è aperta a tutti, ed è previsto un contributo per la degustazione. I partecipanti saranno chiamati a compilare una scheda personale, sulla base della quale l’Associazione sceglierà i giurati, che saranno otto per ciascuno dei due contest (bianchi e rossi).

 

LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO – SCHEDA TECNICA

 

La Denominazione di Origine Controllata (DOC) “Vesuvio” è riservata ai vini provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, dai seguenti vitigni:

Vesuvio bianco - Lacryma Christi bianco, Lacryma Christi spumante e Lacryma Christi liquoroso:

- Coda di volpe (localmente detto Caprettone o Crapettone) minimo 35%;

- Verdeca; massimo 45%;

Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve dei vitigni Falanghina e Greco presenti nel

vigneto fino ad un massimo 20%.

Vesuvio rosso e Vesuvio rosato – Lacrima Christi rosso e Lacrima Christi rosato:

- Piedirosso (localmente detto Palombina) minimo 50%;

- Sciascinoso (localmente detto Olivella) massimo 30%;

Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve del vitigno Aglianico fino ad un massimo

del 20%.

Zone di produzione: Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Vesuvio” debbono provenire dalla zona di produzione che comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di: Boscotrecase, Trecase, San Sebastiano al Vesuvio e parte del territorio amministrativo dei comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano, Portici, Cercola, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana. Tutti in provincia di Napoli.

Condizioni ambientali: Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Vesuvio” devono essere quelle atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.

Sono pertanto da ritenersi idonei i terreni di buona esposizione in declivio, di natura vulcanica, ricchi di potassio e con esclusione di quelli particolarmente umidi.

I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini derivati.

La produzione massima: La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve essere superiore a: 10,00 tonnellate/ettaro.

Titolo alcolometrico: Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a DOC “Vesuvio” un titolo alcolometrico volumico totale minimo di:

- Vesuvio rosso e rosato 10,00% vol.

- Vesuvio bianco 10,50% vol.

Resa massima: La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%.


La locandina dell'evento: 19_Locandina_Lacryma_Christi_Contest.pdf