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Il Malaparte 2017 ad Han Kang

2/10/2017 - A un anno dall assegnazione alla scrittrice americana Elizabeth Strout, il Malaparte, dopo la sua ripresa di cinque anni fa ad opera di Gabriella Buontempo, continua una striscia femminile, che vede tra le premiate anche Donna Tartt, Il Premio Malaparte si conferma cos uno dei pi importanti riconoscimenti letterari italiani per personalit internazionali.

Dopo Elizabeth Strout, il premio caprese continua a parlare al femminile: quest’anno è il turno della scrittrice coreana, che sarà in Italia a fine settembre per ritirare il riconoscimento

 

Entri nella palestra, soffocando l’ondata di nausea che ti investe insieme al tanfo. Siamo solo a metà giornata, ma la fioca luce interna fa pensare alla più cupa penombra della sera. Le bare per cui si è già tenuta la cerimonia commemorativa sono state raggruppate con ordine vicino alla porta, mentre ai piedi della grande finestra, ciascuno coperto da un drappo bianco, giacciono i corpi di 32 persone che non sono state ancora messe in una bara, perché per loro non si è ancora presentato nessun parente.

Siamo solo a poche pagine dall’incipit di Atti umani, l’ultimo libro della scrittrice coreana Han Kang, e già la forza evocativa delle immagini prende alla gola il lettore, per non lasciarlo fino alla fine del libro. È questa energia che ha colpito il presidente del Premio Malaparte, Raffaele La Capria, e i suoi giurati (Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Merlino, Giovanni Russo, Emanuele Trevi e Marina Valensise, cui da quest’anno si è aggiunto Leonardo Colombati), portando all’assegnazione del riconoscimento alla scrittrice asiatica.

Ispirato a un episodio di rivolta urbana realmente avvenuto nella Corea del Sud nel 1980, Atti umani è un lungo dialogo tra i vivi e i morti a proposito della brutalità del potere e delle sue conseguenze. Il libro esce in Italia solo in questi giorni, presso l’editore Adelphi, ma i giurati del Malaparte lo avevano già letto nella traduzione in lingua inglese, incuriositi dall’altra opera dell’autrice tradotta in Italia, La vegetariana, che li aveva convinti per l’originalità, la visionarietà e la forza narrativa. L’impressione ne è uscita rafforzata, e i giurati non hanno avuto dubbi nel procedere alla premiazione di chi s’ispira all’energia e alla vitalità che da sempre obbligatoriamente devono far parte del bagaglio culturale del vincitore del Premio.

Così, a un anno dall’assegnazione alla scrittrice americana Elizabeth Strout, il Malaparte, dopo la sua ripresa di cinque anni fa ad opera di Gabriella Buontempo, continua una striscia femminile, che vede tra le premiate anche Donna Tartt, mentre tra i vincitori si segnalano Emmanuel Carrère, Julian Barnes e Karl Ove Knausgård. Altri autori di grandissimo talento, come Saul Bellow o Isabel Allende, se lo sono aggiudicato negli anni Ottanta e Novanta.

Come sempre, la tre giorni caprese rappresenterà un omaggio alla narrativa della vincitrice, che ne discuterà nella tavola rotonda con scrittori e giornalisti italiani, prevista per sabato 30 settembre pomeriggio nella sala Consiliare del Comune di Capri. Tra i presenti, oltre ovviamente ai membri della giuria, sono annunciati Camilla Baresani, Diego De Silva, Paolo Mieli, Silvio Perrella. Secondo la tradizione, la premiazione ufficiale avverrà l’indomani, domenica 1° ottobre alle 11.00, alla Certosa di San Giacomo. Lì la vincitrice terrà un discorso.

Il Premio Malaparte si conferma così uno dei più importanti riconoscimenti letterari italiani per personalità internazionali: merito della sua anima, Gabriella Buontempo, che ha fatto rinascere una tradizione di famiglia, nata per iniziativa di sua zia Graziella Lonardi Buontempo, e di Ferrarelle S.p.A., unico sponsor del premio, che ha sposato con entusiasmo il progetto di riportare a Capri il riconoscimento.

“Ricorre quest’anno – dice Gabriella Buontempo – la ventesima edizione del Premio, che sotto mia zia Graziella negli anni Ottanta aveva festeggiato 14 vincitori. Erano scrittori di fama mondiale; i cinque che si sono aggiunti da quando abbiamo ripreso fino all’anno scorso sono sicuramente alla loro altezza. Con Han Kang, se possibile, siamo perfino saliti di livello. Ne sono davvero orgogliosa”.

 

Riportare in vita il Premio Malaparte sarebbe stato impossibile senza il supporto di Ferrarelle SpA, che ha creduto da subito nella forza della cultura come strumento con cui arricchire il proprio bagaglio di Responsabilità Sociale. “Poiché l'acqua prende la forma del suo contenitore, siamo fermamente convinti che la CSR sia il migliore strumento per plasmare la nostra identità e cultura d'impresa” - spiega Michele Pontecorvo Ricciardi, Responsabile Comunicazione e CSR Ferrarelle SpA, “e siamo felici di trasferire questi valori grazie al Premio Malaparte a Capri, vetrina di risonanza internazionale per Ferrarelle e per tutte le altre eccellenze italiane”.